IL FISIOTERAPISTA DELL'ETA' EVOLUTIVA

Aggiornamento: 10 feb



Secondo il Decreto Ministero Sanità 14 settembre 1994, n. 741 “..il fisioterapista è l’operatore sanitario, in possesso del diploma universitario abilitante, che svolge in via autonoma, o in collaborazione con altre figure sanitarie, gli interventi di prevenzione, cura e riabilitazione nelle aree della motricità, delle funzioni corticali superiori, e di quelle viscerali conseguenti a eventi patologici, a varia eziologia, congenita od acquisita…”

Come in ogni settore che riguarda la medicina e la salute più in generale, le conoscenze sempre più approfondite del corpo umano, del suo sviluppo e delle sue funzioni, richiedono al professionista che se ne occupa continua ricerca e studio tanto che nel tempo sono nate varie specializzazioni; questo accade anche in fisioterapia. La fisioterapia pediatrica è un’area di specializzazione della fisioterapia che, come suggerisce il nome, si occupa dell’età evolutiva. Si rivolge quindi al bambino fin dalla nascita, e si modifica nel tempo avendo a che fare con un sistema in continua crescita (dobbiamo ricordare che i bambini non sono adulti in miniatura). Il fisioterapista pediatrico, tramite una presa in carico globale, lavora all’interno del sistema bambino-famiglia modulando il tipo di approccio e d’ intervento in base alle singole necessità e agli obiettivi terapeutici concordati insieme. Il lavoro del fisioterapista pediatrico è quindi quello di valutare, impostare obiettivi e piani di trattamento riabilitativi (per quanto riguarda le funzioni perse come ad esempio dopo un trauma) e abilitativi (per le funzioni da acquisire come nel caso di un ritardo motorio globale). A differenza della fisioterapia “tradizionale” dell’adulto, nel lavoro con i piccoli pazienti diventano fondamentali il gioco e l’ambiente circostante. Questi saranno infatti alcuni degli aspetti principali ai quali il professionista pediatrico farà più attenzione e diventeranno parte attiva anche del trattamento sia diretto (in studio o a domicilio) sia indiretto (i famosi “compiti a casa”).

Come anticipato già nella descrizione del profilo professionale ministeriale, i campi d’intervento del fisioterapista sono molteplici e qui sotto ne riportiamo alcuni di quelli che interessano il professionista pediatrico:


 PREMATURITA’

I progressi scientifici odierni con le moderne tecnologie consentono oggi la possibilità di sopravvivenza e di sviluppo adeguato del neonato anche in caso di parto pretermine. Questo risulta essere uno dei campi di intervento del fisioterapista pediatrico, che svolge un ruolo fondamentale sia all’interno della Terapia Intensiva Neonatale, sia dopo le dimissioni. Sono molte le evidenze scientifiche sul ruolo dell’intervento ri-abilitativo intensivo precoce nel raggiungimento di un migliore sviluppo neuroevolutivo per i bambini pretermine. Tramite un intervento rivolto al nucleo bambino-genitori, il fisioterapista pediatrico promuove il raggiungimento delle tappe evolutive (rotolare, stare seduti, strisciare, gattonare, camminare…) e implementa le abilità cognitive, visuospaziali e la manipolazione.


 PARALISI CEREBRALE INFANTILE

La paralisi cerebrale infantile comprende un insieme di disturbi della postura e del movimento dovuti a una disfunzione a livello del sistema nervoso centrale in fase di sviluppo per cause pre, peri e post-natali. In seguito a un trauma il sistema nervoso centrale, in particolare nella fase di crescita, dimostra la sua plasticità ovvero la capacità di rigenerarsi o di costruire percorsi alternativi per ovviare al danno subito. Tale capacità è strettamente correlata agli stimoli esterni che il sistema riceve fin da subito: questo rende fondamentale l’intervento ri-abilitativo precoce. Già dai primi giorni di vita il fisioterapista può intervenire tramite la cura posturale, la promozione delle competenze alimentari, il programma tocco dolce (handling, holding, kangaroo mother care, infant massage e wrapping) e il coinvolgimento dei genitori.


 SINDROMI GENETICHE

Le sindromi genetiche infantili spesso si associano a disordini dello sviluppo neuroevolutivo. Il fisioterapista pediatrico svolge una valutazione funzionale che consente di individuare gli obiettivi e il tipo di intervento riabilitativo che, anche in questo caso, deve essere individualizzato. All’interno di questa grande categoria di disturbi infatti possono essere presenti o meno, e in diversa percentuale, vari segni clinici come l’iperlassità legamentosa, neuropatie periferiche, atassie, iper/iporeflessia..





 DISTURBI ORTOPEDICI

Le patologie ortopediche sono di varia natura, possono presentarsi in età diverse e per svariate cause. L’intensività dell’intervento del fisioterapista pediatrico è fondamentale: trattandosi di un sistema in fase evolutiva, il risultato dell’intervento riabilitativo intensivo è massimizzato dalla plasticità delle strutture. Per questo, ad esempio, i vizi posturali del neonato possono essere corretti in pochissimo tempo grazie alla cura posturale e all’utilizzo di stimoli adeguati. Alcuni esempi di questi disturbi sono: displasia congenita dell’anca, piede torto, scoliosi, dorso curvo, plagiocefalia occipitale, torcicollo miogeno congenito, traumi a carico del sistema muscolo scheletrico..


 MALATTIE NEUROMUSCOLARI

Le malattie neuromuscolari sono malattie dal carattere ereditario, ad evoluzione spesso progressiva, con interessamento più o meno diffuso della muscolatura scheletrica. L’obiettivo principale dell’intervento fisioterapico per queste malattie a carattere progressivo è quello di preservare il più a lungo possibile il massimo grado di autonomia del bambino e prevenire il più possibile problematiche secondarie. Alcuni esempi di queste malattie sono: l’atrofia muscolare spinale, la miastenia grave, poliomielite, distrofia muscolare (di Duchenne e Becker)..


 AUSILI E ORTESI Il fisioterapista pediatrico lavora con il bambino ma svolge sempre un intervento familycentred, rivolto cioè al nucleo bambini-genitori. Questo fa si che uno dei ruoli fondamentali del fisioterapista dell’età evolutiva sia quello di addestrare e guidare all’utilizzo di ausili e ortesi. Carrozzine (manuali o elettriche), sistemi di postura, tutori sono infatti fondamentali per l’autonomia del bambino con qualsiasi tipo di patologia. Il corretto utilizzo del giusto ausilio aumenta la qualità della vita dei nostri piccoli pazienti ma anche delle loro famiglie; rende più facile l’interazione e la partecipazione alle attività.



Annalaura Ciacci, Fisioterapista dell’età evolutiva

Caterina Cortonesi, Fisioterapista dell’età evolutiva


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