I RIFLESSI DEL NEONATO

Aggiornamento: lug 22

COME SI MUOVE IL NEONATO

I riflessi primitivi sono movimenti automatici stereotipati che si sviluppano durante le varie fasi di gravidanza e consentono i movimenti del feto. Dopo la nascita, gradualmente i riflessi vengano “integrati” ovvero elaborati a livello del sistema nervoso centrale.


Una volta “integrati” fanno sì che il bambino apprenda nuove abilità come ad esempio: inseguire con lo sguardo, afferrare gli oggetti, appoggiare correttamente il piede, movimenti incrociati come strisciare e gattonare, abilità fino-motorie, risposte adeguate a stimoli visivi e uditivi. Vediamo quali sono i principali riflessi dei vostri bambini:


1. Riflesso di suzione: è presente dalla nascita fino a circa 4 mesi di età. Sfiorando la guancia o il contorno della bocca il bambino ruota la testa e comincia il movimento di suzione. E’ il principale riflesso per la sopravvivenza dal punto di vista filogenetico.


2. Riflesso di Babkin (mano verso la bocca): applicando una pressione sui palmi di entrambe le mani, il bambino apre la bocca, porta i pugni alla bocca e piega la testa in avanti. Questo riflesso compare normalmente dopo 15-30 giorni dalla nascita e scompare intorno al quinto-sesto mese.


3. Riflesso palmare: un leggero tocco sul palmo della mano fa chiudere le dita del bambino. Compare dopo i primi tre mesi di vita in utero (è per questo riflesso che nelle ecografie talvolta si vede il bambino che stringe il cordone ombelicale nella mano) e scompare tendenzialmente a un anno di età.


4. Riflesso plantare: un leggero tocco sulla pianta del piede fa chiudere le dita del bambino. E’ uno dei primi che compare, a circa 11 settimane di vita intrauterina e scompare intorno ai sette/nove mesi di età.


5. Riflesso di Moro: è un riflesso molto evidente quando si verifica un evento improvviso ( rumore, movimento, cambio di luce, mancanza di contenimento) che causa al bambino un’apertura improvvisa di braccia e gambe seguita da un’inspirazione profonda e una successiva chiusura in flessione degli arti e talvolta il pianto. Compare dopo 30 settimane in utero e scompare intorno ai 4 mesi di età.


6. Riflesso di Babinski: accarezzando la parte esterna della pianta del piede dal tallone al mignolo il bambino estende l’alluce e distende le altre dita. E’ uno dei riflessi che permane di più, compare a circa un mese di vita e rimane attivo fino ai 2 anni.


7. Riflesso dello schermitore (tonico asimmetrico del collo): così definito perché ruotando la testa da un lato il bambino assume una posizione da “scherma” ovvero il

braccio e la gamba dalla parte verso cui volge la testa si stendono, mentre braccio e

gamba opposti si piegano. Si attiva intorno alla diciottesima settimana di gravidanza e

scompare a sei mesi di età.


COSA CI DICE IL RIFLESSO

Conoscere questi riflessi ci consente di comprendere al meglio le risposte del bambino quando li evochiamo (anche inconsapevolmente) durante le attività quotidiane.

Inoltre, una mancata acquisizione, o un ritardo di acquisizione delle abilità dette all’inizio, può essere correlata alla mancata integrazione di questi riflessi. In questo caso si può favorire e facilitare la loro elaborazione con dei semplici “esercizi” che consentono al vostro bambino di raggiungere tutte le tappe di sviluppo.

Nel caso di bambini affetti da disturbi neurologici (patologie genetiche, esiti di prematurità...) un intervento riabilitativo che tenga conto anche dell’eventuale presenza di questi riflessi favorisce il raggiungimento di migliori risultati in termini di libertà di movimento, posture corrette e autonomia.


Dott.ssa Annalaura Ciacci

Fisioterapista Pediatrica


Centro Sprint Siena

tel: 349 16 91 501